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Giovanna d'Arco, da Domrémy al rogo di Rouen
Jean-Auguste-Dominique Ingres · PD · Wikimedia Commons

Giovanna d'Arco, da Domrémy al rogo di Rouen

14 min di lettura

1412-1456

In due anni la figlia di un contadino dell'alta Mosa fa togliere l'assedio di Orléans e incoronare un re a Reims, poi viene catturata davanti a Compiègne, venduta agli Inglesi e bruciata a Rouen il 30 maggio 1431. È una delle vite meglio documentate del Medioevo: due processi, conti, lettere, centoquaranta deposizioni raccolte dal 1450 al 1456. Il percorso segue i luoghi in cui questi testi la collocano, dalla casa di Domrémy alla place du Vieux-Marché.

Un villaggio tra due regni

Domrémy è un villaggio dell'alta Mosa, una trentina di case tra il fiume e la collina. Appartiene al ducato di Bar, ma alla parte del Bar che dipende dal re di Francia; la sua parrocchia dipende da Greux e dal vescovo di Toul, principe dell'Impero; la sua difesa dipende dalla castellania regia di Vaucouleurs, tenuta da Robert de Baudricourt. Tre autorità, tre frontiere, in un paese in cui si sa da che parte si sta. È qui che nasce, verso il 1412, la figlia di Jacques d'Arc e di Isabelle Rommée. Il padre non è un povero: possiede una ventina di ettari, è decano del villaggio, e nel 1420 prende in affitto il vecchio castello dell'Isle, su un braccio della Mosa, che appartiene ai signori di Bourlémont. La casa natale è ancora lì, addossata alla chiesa di Saint-Rémy dove la bambina fu battezzata dal parroco Jean Minet.

Casa di villaggio dai muri intonacati, dietro un sentiero e grandi alberi
La casa natale di Giovanna d'Arco, a Domrémy-la-Pucelle.GO69 · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

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