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I costruttori di cattedrali: da Saint-Denis a Beauvais
Thomon · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

I costruttori di cattedrali: da Saint-Denis a Beauvais

14 min di lettura

1140 – 1284

Nel 1144 l'abate Suger consacra a Saint-Denis un coro in cui il muro diventa vetrata; in centoquarant'anni, da Sens ad Amiens, vescovi, capitoli e capomastri spingono la volta sempre più in alto, fino al crollo di Beauvais nel 1284. Chi pagò, chi disegnò, chi scolpì: i labirinti, le iscrizioni e il taccuino di Villard de Honnecourt danno dei nomi; la leggenda dei costruttori esoterici e il fervore dei «carri» di Chartres sono rimessi al loro posto.

Suger, ovvero la luce come programma

Tutto comincia con un lamento. L'abate di Saint-Denis, Suger, scrive che la sua chiesa carolingia è troppo piccola, che nei giorni di festa la folla vi si accalca, si dice, al punto che le donne vengono fatte uscire passando sopra le teste, e che ha deciso di rifarla. Comincia dalla facciata, dal 1135 al 1140, poi affronta il coro: prima pietra nel 1140, consacrazione l'11 giugno 1144 davanti a Luigi VII e, si dice, a Eleonora, alla presenza di un'assemblea di vescovi. Questo coro è una combinazione più che un'invenzione. La volta a crociera costolonata, due nervature diagonali che riportano il peso della volta su quattro punti, esisteva in Normandia e in Inghilterra; l'arco acuto, in Borgogna; il contrafforte, ovunque. Suger li riunisce e ne trae una conseguenza nuova: poiché i carichi scendono attraverso dei punti, il muro può diventare finestra. Le sue cappelle radiali formano un'unica corona di vetro, e fa incidere che la chiesa «risplende, illuminata nel suo mezzo». È anche, nel De consecratione e nel De administratione, uno dei rari committenti del Medioevo ad aver raccontato il proprio cantiere.

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