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Gli eremiti di Bretagna: Gildas, Ronan, Hervé, Efflam e i santi venuti dal mare
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Gli eremiti di Bretagna: Gildas, Ronan, Hervé, Efflam e i santi venuti dal mare

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Dal concilio di Tours (461) alla canonizzazione di Ivo di Tréguier (1347): il De excidio di Gildas verso il 540, Friard a Besné negli anni 570, Landévennec sotto la regola benedettina nell'818, Redon nell'832, le Vite latine scritte dal IX al XIII secolo, poi Albert Le Grand (1637), dom Lobineau (1725) e il Barzaz Breiz (1839)

Tra il V e il VII secolo, Bretoni venuti dall'isola di Britannia si stabiliscono in Armorica; i loro monaci e i loro eremiti hanno lasciato il proprio nome alle parrocchie in plou, in lan e in loc, a una fontana, a una pietra, a un animale e a un pardon. Ciò che si racconta di Gildas, di Guénolé, di Ronan, di Hervé, di Efflam, di Cado o di Méen proviene da Vite latine scritte nei monasteri tra il IX e il XIII secolo, riscritte nel XVII secolo da Albert Le Grand, e da un'unica descrizione contemporanea, quella che Gregorio di Tours fa dell'eremita Friard, nel paese di Nantes. Il percorso va dalla spiaggia di Plestin alla Loira, da Rhuys a Landévennec e a Locronan, sciogliendo lungo il cammino la città di Ys e le fondazioni del VI secolo.

Barche venute dal nord

Tra il V e il VII secolo, Britanni dell'isola attraversano la Manica e si stabiliscono nell'ovest della penisola armoricana, che prenderà il loro nome. L'unico testimone del loro tempo è uno di loro: Gildas, un chierico britanno che scrive verso il 540, nell'isola, il De excidio Britanniae, «la rovina della Britannia». Non è una cronaca ma un sermone contro i re e i preti del suo paese; vi si vedono tuttavia dei Britanni fuggire per mare davanti ai Sassoni cantando un salmo sotto le vele (traduzione). Sul continente la prima traccia è un vescovo: nel 461, al concilio di Tours, siede un Mansueto, episcopus Britannorum. Verso la metà del VI secolo Gregorio di Tours nomina un Conomor, conte dei Bretoni, che la leggenda trasformerà. Sette di questi santi, i vescovi fondatori, hanno la loro storia, «Il Tro Breiz, il pellegrinaggio dei sette santi fondatori»; ecco gli altri.

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