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I draghi e i santi: la bestia vinta che fa la città (dal 576 circa a oggi)
Romainbehar · CC0 · Wikimedia Commons

I draghi e i santi: la bestia vinta che fa la città (dal 576 circa a oggi)

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Dalla Vita di san Marcello di Parigi di Venanzio Fortunato (verso il 576) e dai serpenti di Metz in Paolo Diacono (verso il 784) alle effigie e alle feste di oggi: Legenda aurea (verso il 1261), Gargouille di Rouen (1394), Grand'Goule di Poitiers (fine del XV secolo, 1677), giochi di Tarascon (1469 o 1474, 1891-1946), iscrizione all'Unesco (2008)

A Tarascon, a Metz, a Poitiers, a Rouen, un santo o una santa domina un mostro, e la città ne conserva una festa. I testi sono però molto più tardi dei santi: un serpente in Paolo Diacono verso il 784, un drago in Jacopo da Varazze verso il 1261, una Grand'Goule dipinta alla fine del XV secolo. Gli storici vi leggono il paganesimo vinto, una forza della natura che bisognava dominare, o la memoria delle piene. Questo percorso collega le effigie, le cripte e i musei che ne restano, dalla Tarasque al Graoully. Strada facendo, distingue ciò che è attestato da ciò che racconta la tradizione.

Una stessa scena in quattro città

Una scena ritorna da una città all'altra. Un santo o una santa domina un mostro, e la città ne conserva una festa.

Il seguito con la chiave Storia e architettura

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