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Gouffre et source de la Sorgue (Fontaine-de-Vaucluse)

Fontaine-de-Vaucluse

Dimensioni
Abisso esplorato fino a -308 m, ai piedi di una falesia di 230 m
Periodo
Offerte gettate nella vasca attestate fin dal I secolo; leggenda della Coulobre legata a san Verano, vescovo di Cavaillon nel VI secolo; riscrittura «petrarchesca» della leggenda nel XV secolo; esplorazioni scientifiche dal 1878 al 1989
Composizione
Oltre 2 000 monete e oggetti antichi riportati in superficie dall'abisso nelle sole campagne archeologiche del 2002 e del 2003

In fondo a un circo chiuso da una falesia di 230 metri, la Sorgue esce tutta d'un colpo dalla terra: è la risorgenza più potente della Francia metropolitana e una delle prime cinque al mondo, alimentata da un bacino sotterraneo di oltre 1 100 km² che drena il Ventoux, i monti di Vaucluse, l'altopiano d'Albion e la montagna di Lure. Il fondo del condotto sommerso è stato raggiunto solo nel 1985 e poi nel 1989, a -308 metri, con mezzi telecomandati, dopo una lunga serie di tentativi umani iniziati da Nello Ottonelli nel 1878 e proseguiti da Jacques-Yves Cousteau nel 1946 e nel 1955. Le campagne archeologiche del 2002-2003 hanno riportato su dall'abisso diverse migliaia di monete e oggetti, molti dei quali di epoca romana: già duemila anni fa si gettavano offerte in questa sorgente. La tradizione provenzale, invece, vi collocava la Coulobre, mostro alato dal soffio velenoso, una specie di «drac» che divorava animali e persone della valle. San Verano, vescovo di Cavaillon nel VI secolo, l'avrebbe ferita con un segno di croce e cacciata verso il Luberon e poi verso le Alpi, dove il villaggio di Saint-Véran segnerebbe il luogo in cui morì. Una versione tardiva, comparsa nel XV secolo e che talvolta si collega a un affresco perduto di Simone Martini raffigurante san Giorgio, attribuisce il colpo di grazia a Petrarca, che visse sedici anni a Fontaine-de-Vaucluse: la bestia morente avrebbe sputato il suo veleno su Laura. Il villaggio ha conservato entrambe le memorie, quella del poeta e quella del drago, e la chiesa romanica del borgo è ancora dedicata a san Verano. Queste offerte sono note grazie a un deposito di 1 624 monete antiche, in bronzo, in argento e alcune in oro, che vanno dal I secolo a.C. al V secolo d.C. Furono individuate nel 2001 da due sommozzatori della Société spéléologique de Fontaine-de-Vaucluse, poi studiate al termine di tre anni di scavi. Gettate nell'acqua, testimoniano un culto reso alle divinità delle acque per circa cinque secoli.

Grand Site de la Fontaine de Vaucluse — le gouffre ↗

Come arrivare: Dal centro del villaggio, sentiero pianeggiante di circa 1 km lungo la Sorgue con partenza dalla chiesa di Saint-Véran; accesso libero e gratuito, molto frequentato in stagione. Una barriera di sicurezza chiude gli ultimi cinquanta metri sul bordo della vasca. L'abisso trabocca solo in primavera o dopo forti piogge: in estate la vasca è spesso bassa e verde, e l'acqua riemerge più in basso tra i detriti.

Orari, aperture e accessi sono indicativi: verificateli prima di partire.

Atmosfera sonora

Gouffre et source de la Sorgue (Fontaine-de-Vaucluse)
Vi..Cult · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

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