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I Normanni: da Rollone a Guglielmo il Conquistatore (911-1087)
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I Normanni: da Rollone a Guglielmo il Conquistatore (911-1087)

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Rouen bruciata nell'841, Parigi taglieggiata nell'845, assediata dall'885 all'886; trattato di Saint-Clair-sur-Epte nell'autunno del 911 e battesimo di Rollone nel 912; Bessin ceduto nel 924, Cotentin e Avranchin nel 933; abbazie risollevate da Jumièges (verso il 930) a Lessay (verso il 1056); Guglielmo nato a Falaise verso il 1027, Val-ès-Dunes nel 1047, abbazie di Caen dal 1059 al 1077; Hastings il 14 ottobre 1066; morte a Rouen il 9 settembre 1087, tomba a Saint-Étienne di Caen

Nel 911 un re carolingio ormai privo di risorse concede a un capo vichingo, Rollone, «una terra che va dall'Epte al mare»: in tre generazioni i predoni della Senna diventano duchi cristiani che risollevano le abbazie bruciate dai loro padri, e il pronipote del loro nipote, Guglielmo il Bastardo, conquista l'Inghilterra in un giorno di ottobre del 1066. Il percorso segue questa storia da Parigi all'Epte, da Rouen alle abbazie della bassa Senna, da Falaise a Caen, a Bayeux e al Cotentin, e va a cercare, a Déas e a Tournus, che cosa ne è stato di san Filiberto, cacciato da Noirmoutier dalle stesse navi.

Drakkar sulla Senna

Nel maggio 841 una flotta risale la Senna, brucia Rouen e incendia Jumièges; gli Annali di Saint-Bertin lo annotano in una riga. Nel marzo 845 un capo di nome Ragnar conduce le sue navi fino a Parigi, saccheggia la città e le sue abbazie, e il re gli versa settemila libbre d'argento perché se ne vada. È il primo dei tributi. Fontenelle, l'abbazia di san Wandrille, compra la propria tranquillità e poi cede: verso l'858-862 i suoi monaci partono con le reliquie dei fondatori, che portano in giro da Boulogne a Chartres prima di deporle a Gand; quelli di Jumièges si rifugiano a Haspres, nel Cambrésis; i vescovi di Coutances e di Avranches abbandonano le loro sedi. L'assedio di Parigi, dal novembre 885 all'autunno 886, è il culmine di questa guerra: il monaco Abbone, di Saint-Germain-des-Prés, che lo vide, conta settecento navi — una cifra da poeta — e racconta la difesa della Cité da parte del conte Oddone, futuro re, e l'arrivo dell'imperatore Carlo il Grosso, che non combatte ma paga.

Un sarcofago di pietra in una cripta
Il sarcofago di san Filiberto, vuoto, nella cripta di Déas, a Saint-Philbert-de-Grand-Lieu.Rehtse · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

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