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San Martino, ovvero da dove viene la parola «cappella»
Le Greco · CC0 · Wikimedia Commons

San Martino, ovvero da dove viene la parola «cappella»

14 min di lettura

Verso il 316 o il 336 - 8 novembre 397; culto ininterrotto dal V secolo

Da Amiens, dove un cavaliere taglia in due il suo mantello, a Candes, dove il vescovo muore sulla cenere, poi da Tours a Chablis e ad Auxerre, dove il suo corpo fugge dai Normanni: dieci luoghi seguono una vita e la fortuna di una tomba. Il mezzo mantello, divenuto la cappa dei re franchi, ha lasciato nella lingua una parola che tutti usano senza saperlo: cappella.

Un soldato alla porta di Amiens

Martino nasce a Sabaria, in Pannonia — oggi Szombathely, in Ungheria —, da un padre tribuno militare, e cresce a Pavia. Sulpicio Severo, che ne scrive la vita quando Martino è ancora in vita, non fornisce alcuna data; è Gregorio di Tours, due secoli più tardi, a farlo morire «nell'ottantunesimo anno della sua età», il che colloca la nascita verso il 316, mentre altri calcoli, condotti sullo stesso Sulpicio, la arretrano fino al 336. A dieci anni si fa iscrivere tra i catecumeni contro la volontà dei genitori; a quindici il padre lo fa arruolare a forza, in quanto figlio di veterano, nella cavalleria della guardia.

Affresco: Martino a cavallo taglia il suo mantello per un povero, davanti a una porta di città
Martino divide il mantello alla porta della città: affresco di Simone Martini nella cappella di San Martino della basilica inferiore di Assisi, del XIV secolo.Simone Martini · pubblico dominio · Wikimedia Commons

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