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Gouffre de Proumeyssac, le « Trou du Diable »
Audrix
Nella valle della Vézère, tra Sarlat e Bergerac, una bocca di roccia si apre su un vuoto così grande che fu a lungo chiamato il «Trou du Diable» (buco del Diavolo). Secondo il sito turistico della Dordogna, leggende spaventose lo circondavano fino al XVIII secolo. La più nota narrava che due anatre gettate nel buco fossero ricomparse più tardi, con le ali bruciate, a Perdigat, nel comune di Saint-Chamassy: quanto bastava per alimentare la fama diabolica del luogo. Le prime menzioni scritte dell'abisso risalgono all'inizio del XVIII secolo. Viene esplorato solo nel 1907, da un certo signor Galou (il suo nome di battesimo non è indicato nelle pagine lette), che vi trova grandi colonne di cristallo. Oggi vi si scende in navicella, come all'inizio del XX secolo, dall'apertura naturale, dopo aver attraversato 12 m di roccia; poi la navicella si cala per circa 40 m nel vuoto. Il sito ha un piccolo museo che ripercorre la storia della scoperta e le leggende medievali; la visita si conclude con uno spettacolo di luci e musica proiettato sulle pareti. Le concrezioni hanno, si dice, diversi milioni di anni.
Per saperne di più
Come arrivare: A pagamento, visita guidata di circa un'ora: si scende nella navicella dall'apertura naturale, oppure si entra a piedi da un tunnel. Orari e tariffe non verificati: vedere il sito ufficiale. Coordinate: ingresso naturale in OpenStreetMap.
Orari, aperture e accessi sono indicativi: verificateli prima di partire.
Atmosfera sonora
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