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CattedraleHautes-Pyrénées

Cathédrale Notre-Dame-de-la-Sède de Tarbes

Tarbes

Dimensioni
Nel centro di Tarbes, place du Général-de-Gaulle, vicino all'antico palazzo vescovile divenuto prefettura; una torre-lanterna ottagonale sormonta la crociera del transetto
Periodo
Probabile prima basilica alla fine del IV secolo; città e chiesa distrutte dai Normanni nell'844; nuova cattedrale nell'XI secolo; ricostruita tra la fine del XII e l'inizio del XIII secolo (navata e torre-lanterna datate al XIV secolo da Wikipedia e Mérimée); incendio del 1460; fortificata durante le guerre di religione; facciata, baldacchino e decorazione interna nel XVIII secolo; chiostro demolito nel 1803; classificata nel 1906
Composizione
Ciottoli dei gaves posati a spina di pesce tra i mattoni: la cattedrale dei vescovi di Bigorre, fortificata durante le guerre di religione

Sède viene dal latino sedes, il seggio: Sainte-Marie-de-la-Sède era la chiesa in cui aveva sede il vescovo di Bigorre. Una prima basilica sorgeva probabilmente qui già alla fine del IV secolo; ma nell'844 i Normanni devastano la Guascogna, distruggono la città e la sua chiesa, e la sede viene abbandonata. Bisogna attendere l'XI secolo perché una nuova cattedrale sia dedicata alla Vergine. L'edificio attuale nasce tra la fine del XII e l'inizio del XIII secolo, da est a ovest, con i materiali del luogo: ciottoli fluviali dei vicini gaves, posati a spina di pesce tra corsi di mattoni, e, per la parte bassa dell'abside e del transetto, calcare marmoreo dei dintorni di Lourdes alternato al mattone a scacchiera. Il coro e il transetto sono romanici; la navata, la torre-lanterna e il campanile sono stati proseguiti in stile gotico. Incendiata nel 1460, la cattedrale soffre ancora di più per le guerre di religione, che ne fanno rialzare i muri e aprirvi delle mirandes. La volta della navata porta lo stemma del vescovo Salvat II d'Iharce, che vi ebbe sede dal 1602 al 1648; ed è anche in questa cattedrale, si riferisce, che uno studente di Tolosa, Vincenzo de' Paoli, fu ordinato diacono nel 1598 dal vescovo di Tarbes. Il XVIII secolo dà all'interno il suo aspetto attuale: sopra l'altare maggiore, il baldacchino dello scultore tolosano Marc Arcis, sei colonne di marmo che reggono una cupola di legno dorato; nella navata, banchi della fabbriceria prolungati da confessionali di cui la Rivoluzione ha scalpellato gli stemmi per incidervi « Liberté » e « Égalité de droit »; a ovest, una facciata classica che allunga la navata.

Wikipedia — Cathédrale Notre-Dame-de-la-Sède de Tarbes ↗

Come arrivare: Place du Général-de-Gaulle (indirizzo dell'Inventaire), nel centro città. Orari, condizioni di visita e gratuità da verificare. Un piccolo giardino e un portico, sul fianco della cattedrale, evocano il chiostro scomparso e presentano alcuni capitelli originali.

Orari, aperture e accessi sono indicativi: verificateli prima di partire.

Atmosfera sonora

Cathédrale Notre-Dame-de-la-Sède de Tarbes
Florent Pécassou · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

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