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Le Charme de l'Arbre à Loques

Hasnon

Dimensioni
Carpino bianco (Carpinus betulus), giovane esemplare che ha sostituito una quercia secolare, altezza modesta ma fronde coperte di stoffe votive
Periodo
Tradizione attestata dal XVIII secolo, cappella attuale inaugurata il 14 settembre 1952
Composizione
Accesso libero tutto l'anno, percorsi esterni accessibili alle persone con mobilità ridotta

Di fronte alla modesta cappella del Bon Dieu de Giblot, un carpino e una conifera si piegano sotto il peso di uno strano fogliame: centinaia di pezzi di stoffa, nastri, fasce e vestitini di bambini annodati ai rami da generazioni di pellegrini. Il nome «Giblot» deriverebbe da Gembloux, in Belgio, dove un crocifisso avrebbe sanguinato quando si tentò di spostarlo nel XVI secolo: un culto che si diffuse fino a questa campagna del Nord. Qui la tradizione vuole che il voto o la guarigione si compia quando il pezzo di stoffa, consumato dalle intemperie, finisce per cadere da solo. Un tempo le madri vi portavano i neonati il Venerdì santo perché camminassero prima; i febbricitanti vi annodavano una giarrettiera. L'albero attuale ha raccolto il testimone di una vecchia quercia che accolse queste offerte per decenni prima di scomparire. La cappella stessa è stata spostata nel 1980, ma il rito non ha mai lasciato questo angolo di campagna tra Saint-Amand e Denain, dove «Bon Dieu de Giblot» è rimasta, nella parlata locale, l'espressione che si usa ancora per indicare qualcuno un po' intontito.

Come arrivare: Lungo la D40, vicino all'uscita 4 dell'A23, a Hasnon (Nord)

Orari, aperture e accessi sono indicativi: verificateli prima di partire.

Atmosfera sonora

Le Charme de l'Arbre à Loques
Hoebele · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

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