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Abbaye de la Joie

Hennebont

Dimensioni
Portineria divenuta casa dei Confessori (ricostruita nel 1699), residenza abbaziale a forma di «L», edificio rurale
Periodo
XIII secolo (fondata verso il 1250 da Bianca di Champagne)
Composizione
Abbazia bretone di monache cistercensi; il sito ospita l'allevamento nazionale di cavalli (haras national) di Hennebont dal 1856

L'abbazia di Notre-Dame-de-Joie è fondata verso la metà del XIII secolo da Bianca di Champagne, moglie del duca di Bretagna Giovanni I il Rosso. Le prime monache provengono dalla prestigiosa abbazia di Saint-Antoine-des-Champs a Parigi, guidate dalla prima badessa, Sibille de Beaugé, cugina della duchessa fondatrice. Per oltre due secoli la comunità prega e lavora sulle rive del Blavet, finché un incendio devastante distrugge l'abbazia nel 1512, mandando in rovina la chiesa, la sacrestia, il capitolo e gran parte del chiostro. Bisogna attendere il 1693, sotto la badessa Suzanne de Plœuc, perché gli edifici rinascano in stile classico. Di questa ricostruzione restano la portineria, divenuta casa dei Confessori nel 1699, e la residenza abbaziale a «L». Venduta durante la Rivoluzione, l'abbazia conosce un destino inatteso: dal 1856 la sua tenuta ospita l'haras national di Hennebont, mentre la casa dei Confessori, di proprietà della città, funziona oggi come residenza d'artista che accoglie creatori e scrittori — un luogo dove il silenzio delle monache ha lasciato il posto a quello dei cavalli, e poi a quello della creazione.

Come arrivare: Lungo il Blavet, rue du Champ de Tir a Hennebont (Morbihan)

Orari, aperture e accessi sono indicativi: verificateli prima di partire.

Atmosfera sonora

Abbaye de la Joie
Tsaag Valren · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

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