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Abbazia cistercenseTarn-et-Garonne

Abbaye de Grandselve

Bouillac

Dimensioni
Portale d'ingresso del XVIII secolo (unico resto in piedi), capitelli conservati al museo Ingres-Bourdelle di Montauban
Periodo
Fondata nel 1114, entra nell'ordine cistercense nel 1144
Composizione
Ordine cistercense; abbazia quasi interamente distrutta dopo la Rivoluzione, ne sopravvive solo il portale monumentale

Di Grandselve non resta quasi nulla, ed è forse questo a rendere la sua storia tanto più vertiginosa. Fondata nel 1114 dall'eremita Géraud de Salles e poi annessa all'ordine cistercense nel 1144, l'abbazia diventa in poche generazioni una delle più potenti del Mezzogiorno di Francia: oltre 20 000 ettari di terre, 25 grange agricole, abbazie figlie sparse fino in Spagna e persino la fondazione di bastides, quelle città nuove medievali concepite per valorizzare le campagne. Grandselve esporta il suo vino fino a Bordeaux - 300 barili nel solo XIV secolo - e fonda nel 1281 un collegio di teologia a Tolosa per formare i suoi monaci. Questa potenza economica e intellettuale crolla bruscamente con la Rivoluzione: già nel 1793 gli edifici sono consegnati alla demolizione sistematica, e la chiesa abbaziale, pur consacrata nel 1253 e lunga oltre 100 metri, è rasa al suolo in un decennio. Sopravvive soltanto, quasi per miracolo, il portale d'ingresso del XVIII secolo, oggi eretto in mezzo ai campi come una porta aperta sul vuoto. I capitelli scolpiti dell'abbazia hanno trovato rifugio al museo Ingres-Bourdelle di Montauban, mentre una matrice di sigillo dell'abbazia si trova, cosa ancora più sorprendente, al British Museum di Londra: ultima eco dispersa di un impero monastico scomparso.

Come arrivare: Comune di Bouillac, nel Tarn-et-Garonne, a 10 km da Verdun-sur-Garonne; portale visibile dall'esterno, collezioni al museo di Montauban

Orari, aperture e accessi sono indicativi: verificateli prima di partire.

Atmosfera sonora

Abbaye de Grandselve
Didier Descouens · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

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