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Abbazia cistercenseTarn-et-Garonne

Abbaye de Belleperche

Cordes-Tolosannes

Dimensioni
Edifici conventuali su due o tre livelli
Periodo
1143 – 1791 (abbazia cistercense, 44ª figlia di Clairvaux)
Composizione
fino a 80 monaci al suo apogeo medievale

Alla confluenza del Tarn e della Garonna, l'abbazia di Belleperche fu uno dei più vasti monasteri cistercensi della Linguadoca. Verso il 1130-1140 la famiglia d'Argombat dona una tenuta; nel 1143 vi si stabiliscono monaci giunti da Clairvaux, facendo di Belleperche la quarantaquattresima figlia della grande abbazia fondata da san Bernardo. La comunità prospera fino a contare ottanta monaci al suo apogeo medievale, bonificando le terre paludose della confluenza per coltivarvi viti e cereali. Le guerre di religione colpiscono duramente il sito: il palazzo abbaziale, innalzato nel 1563, è danneggiato già nel 1572, prima di essere restaurato tra il 1604 e il 1614. Indebolita, la comunità declina lentamente fino alla chiusura durante la Rivoluzione, nel 1791. Gli edifici conventuali attraversano poi due secoli di usi diversi prima di essere salvati dal Dipartimento, che vi ospita oggi il Musée des Arts de la Table, valorizzando sale voltate e antiche capriate. Un reperto insolito ricorda l'immaginario medievale del luogo: un peduccio scolpito raffigurante una creatura favolosa dal corpo di leone e dalla testa umana ornava un tempo il refettorio dei monaci. Tra spiritualità cistercense e arte del vivere, Belleperche resta un luogo d'eccezione dove il silenzio dei chiostri dialoga con la luce della confluenza.

Come arrivare: Musée des Arts de la Table allestito nell'antica abbazia, aperto al pubblico, visita a pagamento

Orari, aperture e accessi sono indicativi: verificateli prima di partire.

Atmosfera sonora

Abbaye de Belleperche
domaine public · Wikimedia Commons

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