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CattedraleHaute-Corse

Cathédrale Sainte-Marie de Nebbio

Saint-Florent

Dimensioni
In disparte rispetto al borgo, a circa 800 metri dal centro di Saint-Florent e a meno di un chilometro a sud-est della cittadella, sul sito dell'antica Cersunum; la chiesa è costruita in un calcare bianco a grana fine estratto dal suolo locale
Periodo
Basilica paleocristiana precedente sul sito; prima menzione documentaria sicura in un atto del 1176 del cartulario della certosa di Calci; edificio romanico pisano datato verso il 1125-1140 secondo alcune fonti, al XIII secolo secondo la base Mérimée e Wikipedia; riparato all'inizio del XVI secolo; sede del vescovato del Nebbio fino alla Rivoluzione (soppressione datata al 1789, 1790 o 1801 a seconda delle fonti), annessione alla diocesi di Ajaccio; classificato monumento storico nel 1840
Composizione
Una cattedrale pisana di calcare bianco, con capitelli a leone e serpenti, isolata a 800 metri da Saint-Florent

Secondo la tradizione, fu dopo una vittoria su un re moro di nome Nugolone, nell'817, che si « fece la chiesa chiamata Santa Maria » nel Nebbio: racconto di fondazione che nulla viene a confermare. I documenti sono più tardi. Un atto del 1176, copiato nel cartulario della certosa di Calci, è il primo documento che nomina chiaramente la chiesa, già evocata in due atti del 1138 e del 1145; l'edificio attuale, che alcuni datano agli anni 1125-1140 e altri al XIII secolo, sorge sul luogo di una basilica paleocristiana, in disparte rispetto al borgo di Saint-Florent. Appartiene all'arte romanica pisana che segna l'isola al tempo della « pace pisana »: un calcare bianco a grana fine, una navata centrale fiancheggiata da pilastri quadrati tra due navatelle, una facciata occidentale scandita da due ordini di arcate cieche sorrette da lesene. Al portale, sotto un arco doppio e modanato, un architrave monolitico è inciso con motivi geometrici; i capitelli che lo incorniciano mostrano un leone a sinistra, serpenti a destra, e altri sulla facciata animali e fogliami stilizzati. Riparata all'inizio del XVI secolo, la chiesa rimase fino alla Rivoluzione la sede dei vescovi del Nebbio. Uno di loro, mons. Guasco, vescovo dal 1770 al 1773, volle dare alla sua diocesi una reliquia: ottenne nel 1771 da papa Clemente XIV quella di san Flor, soldato romano martirizzato nel III secolo a quindici o sedici anni, estratto dalle catacombe. Sbarcata sulla spiaggia della Marana un lunedì di Pentecoste, la reliquia è da allora onorata ogni tre anni, in quel giorno, con una processione in cui la sua urna è portata a spalla.

Wikipedia — Cathédrale Sainte-Marie de Nebbio ↗

Come arrivare: A circa 800 metri dal centro di Saint-Florent (Haute-Corse), raggiungibile a piedi dal borgo. Apertura dell'interno, orari ed eventuali visite da verificare presso l'ufficio del turismo intercomunale di Saint-Florent – Nebbiu – Conca d'Oro.

Orari, aperture e accessi sono indicativi: verificateli prima di partire.

Atmosfera sonora

Cathédrale Sainte-Marie de Nebbio
Pierre Bona · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

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