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EremoHautes-Pyrénées

Abbatiale de Saint-Savin-en-Lavedan

Saint-Savin

Dimensioni
Massiccia chiesa abbaziale romanica, dall'aspetto di fortezza, piantata su una terrazza che domina la valle del gave de Pau, circondata dalle montagne del Lavedan
Periodo
X-XII secolo, su un sito occupato fin dall'Antichità
Composizione
13

L'abbazia sorge sul probabile sito di un castrum antico, il «Palatium Aemilianum». Porta il nome di Savino, giovane nato a Barcellona che, formatosi nel monastero di Ligugé nel Poitou, scelse la solitudine dei Pirenei: la tradizione riferisce che visse tredici anni da eremita a Pouey-Aspé, in un'esistenza austera costellata di miracoli. Il monastero, attestato almeno dal X secolo, è saccheggiato e incendiato dai Normanni nell'841, poi riccamente dotato nel 945 dal conte Raimondo I di Bigorre; la sua unione nel 1080 con la potente abbazia di Saint-Victor di Marsiglia vi ripristina la disciplina. Il suo dominio si estendeva fino alle sorgenti termali di Cauterets. Il terremoto del 21 giugno 1660 colpisce la Bigorre, poi un altro nel 1854; il restauro è ordinato già nel 1855 sotto l'impulso di Prosper Mérimée. La vita monastica si spegne verso il 1790 e la chiesa diventa parrocchiale nel 1791. A Pouey-Aspé, la cappella ricostruita sul sito dell'eremo fu benedetta il 12 ottobre 1862 e vi si celebra ancora una messa ogni ottobre. Una tradizione letteraria, attraverso il «Morgante» di Pulci, fa persino passare Orlando per l'abbazia.

Come arrivare: Villaggio a circa 3 km a sud di Argelès-Gazost; l'abbaziale, divenuta chiesa parrocchiale, è aperta durante il giorno; la cappella dell'eremo di Pouey-Aspé si raggiunge a piedi (circa 1 h 30 di cammino).

Orari, aperture e accessi sono indicativi: verificateli prima di partire.

Atmosfera sonora

Abbatiale de Saint-Savin-en-Lavedan
Florent Pécassou · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

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