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Collina sacraTerritoire de Belfort

Tour de la Miotte

Belfort

Dimensioni
Torre di segnalazione eretta sul ciglio di una falesia calcarea a 446 m, sulla collina della Miotte (459 m) che domina il nord-est di Belfort
Periodo
XV-XX secolo (torre menzionata nel 1474, ricostruzioni 1874-1875 e 1946)
Composizione
1

Molto prima che il Leone di Bartholdi diventasse l'emblema di Belfort, la città si riconosceva in una vecchia torre appollaiata sulla falesia della Miotte, a nord-est dell'abitato. Menzionata già nel 1474, questa «Pierre de la Miotte» dalle origini incerte — torre di guardia, segnale, meta di pellegrinaggio a seconda degli autori — ha alimentato un intero repertorio di leggende. Gli abitanti di Belfort si dicevano «figli della Miotte»: la tradizione voleva che i neonati della città venissero al mondo ai piedi della sua rupe, come altrove li portano le cicogne, e si raccontava che una coppia vi avesse trovato un bambino in un incavo della roccia. Altra usanza attestata: chi lasciava Belfort per un lungo viaggio o per il servizio militare portava con sé, come talismano protettivo, una pietra raccolta ai piedi della torre. La storia militare si è sovrapposta alle tradizioni: ridotta nel 1792-1793, forte bastionato nel 1831-1835, torre ricostruita nel 1840. Crollata nel 1873, rialzata nel 1874-1875, distrutta di nuovo nel XX secolo, la torre fu ricostruita nel 1946 e inaugurata davanti a circa 5 000 persone: tre resurrezioni che ne fanno il simbolo ostinato della città.

Come arrivare: Sentiero didattico della Miotte dal quartiere della Miotte o dall'étang des Forges; salita a piedi di circa 20 minuti; dintorni del forte ad accesso libero, torre visibile da vicino

Orari, aperture e accessi sono indicativi: verificateli prima di partire.

Atmosfera sonora

Tour de la Miotte
Bourgeois.A · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

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